Mireï L.R.


 

Novembre 2015

Da "io" a "loro"

Attraverso differenti forme di espressione artistica nel realizzare il suo autoritratto, a guisa di diario nel quale si tratta di identità, di memoria, d'oblio, di tracce, Mirei l.r. scruta la condizione della donna, dell'artista, della donna-artista.
Francese di origini italiane, fa dialogare luoghi ed epoche, Francia e Italia, storia dell'arte e storia personale, parlandoci dell'importanza del luogo, delle origini, di una stirpe di cui noi siamo il prolungamento.
L'artista riempie lo spazio di forme trasformate, mutate, talvolta eclissate, mescola ricordi reali, personali, riferimenti storici, artistici, immagini ricorrenti e simboliche: fiori della carta da parati della camera di Sissi al Museo Correr; foglie di vite; foglie a forma di cuore che fanno eco a Cadelfoglia – letteralmente "casa della foglia"-, luogo natio di Giovanna, nonna paterna dell'artista; una scala a sette pioli; veli di donne-veli di seduzione, liberazione, vita e felicità de La danse des Ménades, oppure veli-prigione che dissimulano, nascondono, costringono, intralciano, imprigionano…
E sempre e ancora i ritratti enigmatici di Mirei…con il colore rosso come filo conduttore: il rosso della vita, della passione amorosa, del piacere e dell'erotismo, del vino, di Venezia…e, come contrappunto il bianco della carta, della tela, della stoffa, dei veli di garza. E poi il nero della scrittura nelle lettere in italiano di Pietro Aretino, scrittore veneziano, autore dei Sonetti lussuriosi, che si contrappongono alle lettere rosse della poetessa lionese Louise Labé, autrice dei sonetti in omaggio all'amore. Creazione di risonanze. Questa corrispondenza amorosa, perfino erotica, immaginaria, tra due personaggi letterari del XVI secolo, conservata preziosamente dentro una scrivania che, nell'opera di Mirei, appena aperta, rivela solo parzialmente il suo segreto, conduce a riflettere sulla rappresentazione: il senso è nascosto dietro il vetro della scrivania (in francese scrétaire, allusivo gioco di parole, ndt.) –non rivelare il segreto!-; l'opera, metaforica, deve essere interpretata. Gioco di rebus. Velare, svelare, mostrare, dire, nascondere, mantenere il segreto, lasciar intravedere… In un ritratto caleidoscopico, Mirei l.r. si svela parzialmente, ci consegna dei frammenti, dei riflessi di Lei/Loro: pezzetti di corpo-volti, mani, piedi…-, pezzetti di ricordi, di pensieri, di anime ed emozioni. Dove sovente affiora l'umorismo. Erede del passato e della storia, prodotto di una progenie di personaggi femminili, l'artista compone l'autoritratto di un Io frammentato, reiterpretato alla luce della storia letteraria, artistica. Essa diventa di volta in volta la dogaressa del corno ducale, maestosa ed altera, "indolente e superba, / una donna, in disparte, /Volgendosi all'indietro in una nuvola di broccato" (J.-M.De Heredia, "La Dogaresse")-, l'imperatrice Sissi, la cortigiana di Carpaccio, la "Belle Cordière" e la "Belle rebelle" al seguito di Louise Labé. "La vita sognata di Mirei". Wall Power Unlimited…Ritratto ironico Lookloque, ricamato col filo rosso delle ragazze d'altri tempi su uno straccio logoro, quel rosso che "contraddistingue" i corredi delle donne: Mirei all'interno di una progenie, da ragazzina a donna matura, con una nuova allusione ironica al ruolo femminile della "casalinga"! Ritratto di una donna – di tutte le donne, dal particolare all'universale – che resta misteriosa.
Donna-artista inafferrabile, che si svela e si vela. Come i suoi ritratti fotografici su plexiglass rosso: sfocati, deformati, sbiaditi, come diluiti nel riflesso di luce. Enigma solo parzialmente svelato, di cui una parte ci sfugge, di cui restano tracce da decifrare. Come le sue opere, fatte di molteplici echi, ridondanze, storie nelle storie, tra arte e vita, arte e scrittura, passato e presente. Segreto degli esseri, delle opere. Aire-Secret! Su un modello plastico, filosofico e poetico, Mirei l.r. prosegue la sua riflessione sull'arte, reale, ricreata e reinventata, su un ritratto che dalla dimensione personale si dipana verso l'universale…e la sua ricerca, nostalgica e lontana nel tempo, dell'identità, della memoria e dell'oblio, della traccia superstite.

Annie Mollard-Desfour

 

 

 

 

 

 


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