Carlo Alberto Tessarolo


 

 

 

19 Novembre 2010
Le ultime realtà di Carlo Tessarolo


Sono intitolati Ultime realtà i recenti lavori di Carlo Tessarolo, realizzati con la tempera - secondo una personale e “segreta” ricetta – su grandi tele e su piccole tavole di legno. Pur mantenendo la stessa intensità poetica ed evocativa, gli effetti della sua pittura variano a seconda del supporto utilizzato.
Nelle tele la luce e l’oscurità si incontrano, si fondono, si compenetrano, dando vita a visioni emozionanti e suggestive, che invitano lo spettatore ad intraprendere un viaggio in uno spazio interiore, in uno spazio di riflessione.
Ci troviamo di fronte ad una ultima, possibile, realtà, inesplorata e sconosciuta.
Una realtà che non è ben definita dato che lo spazio dell’opera sembra dilatarsi all’infinito suggerendo un’estensione incommensurabile, come se ci trovassimo davanti ad un paesaggio dove l’orizzonte si perde al di là delle possibilità di percepirne i confini. Ogni riferimento spaziale è vano, tutto è vicino ed allo stesso tempo tutto può essere immensamente lontano.
Le sculture, in ceramica smaltata, frastagliate e policrome, traducono in elemento plastico questo ideale spaziale e si propongono come “presenze”.
La ricerca cromatico-luministica è il nodo centrale della pittura di Tessarolo. In uno spazio-luce-colore libero da ogni tradizionale impianto prospettico, le forme si smaterializzano e si dissolvono perdendo consistenza e contorni, i colori tonali e sfumati, con la luce, divengono i protagonisti del dipinto. La luce genera le ombre e le zone di oscurità; la luce suggerisce sconfinamenti verso remoti spazi celesti. È una luce che proviene da misteriose sorgenti, è una luce spirituale.
Dall’oscurità emergono invece i colori, come dalla nostra memoria riaffiorano i ricordi, rivelandosi allo sguardo con lentezza: ecco dunque che piano piano, con delicatezza, si manifestano gli azzurri, i rossi, i gialli, che sfumano nei viola, nei verdi, nelle tinte bruciate.
Diverso è l’effetto del colore sulle piccole tavole di legno, dove risulta più acceso. Sulla superficie lucida delle tavole, in armonia-contrasto con le zone di luce e di oscurità,  il colore, con i suoi accenti timbrici, con i suoi contrappunti, con i suoi bagliori, scandisce il rapporto spazio-temporale e genera dinamici microcosmi.
Sulla soglia di queste ultime realtà sostiamo in silenzio, nell’attesa di iniziare il nostro viaggio, nella sospensione incantata di un attimo che è fuori del tempo, che è eterno.

Giovanni Bianchi

note biografiche


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